In breve, se hai fretta: con un aerografo con duse 0,2 basta un compressorino da tavolo; con la duse 0,3 serve già un compressore con serbatoio, e con la 0,5 un serbatoio di almeno 6 litri. In ogni caso il compressore deve avere il regolatore di pressione con filtro anticondensa (di solito è un pezzo unico). La pressione: quasi 2 bar con la duse 0,2, quasi 3 bar con la 0,3 e con la 0,5.
Lavoro con l’aerografo da oltre trentacinque anni e insegno dal 2011, mi capita spesso che qualcuno mi scriva prima del corso: «Posso venire con il mio aerografo? Non va bene.» Non esce il colore, il colore bolle dentro al serbatoio, oppure fa schizzi irregolari. Vengono al corso con il loro aerografo, lo mettiamo a posto insieme e faccio vedere cosa devono fare e perché non andava bene. E tante volte, oltre all’aerografo, bisogna guardare anche il compressore e l’aria che gli arriva.
Dopo quale aerografo comprare per iniziare, la domanda che mi fanno di più è proprio sul compressore: quale prendo? Quanti litri? Quanti bar? Posso usare quello che ho in garage? Qui ti rispondo come lo spiego in aula.
Indice dell'articolo
ToggleIl pezzo che non deve mancare: il regolatore di pressione con filtro anticondensa
Quando guardi la scheda di un compressore per aerografo, prima di tutto controlla che ci sia il regolatore di pressione con filtro anticondensa. Di solito è un pezzo unico. Fa due lavori.
Regola la pressione
Con la manopola decidi a quanti bar arriva l’aria all’aerografo, e sul quadrante leggi il valore. Senza regolatore il compressore manda l’aria come capita, e non hai modo di impostare la pressione giusta per il tuo aerografo (trovi i valori più sotto).
Ferma l’acqua
L’aria compressa contiene umidità, che si raccoglie nei tubi. Il filtro anticondensa la trattiene e impedisce che arrivi fino all’aerografo e si mescoli alla vernice. Se ti è già capitato, ne ho parlato nell’articolo su l’acqua nel tubo dell’aerografo.
Con serbatoio o senza
Senza serbatoio. I compressorini piccoli da tavolo per hobbisti di solito non hanno serbatoio, quindi non hanno una riserva d’aria: quando usi l’aerografo il motore si attacca e in pratica va sempre. Vanno bene per l’hobby, ma non si possono usare tutto il giorno, perché si surriscaldano.
Con questi compressorini l’aerografo con duse 0,2 va benissimo. Con la 0,3 si può lavorare, ma come fa l’hobbista che dipinge figurine, miniature o soldatini: la 0,3 ha bisogno di molta aria, il compressorino deve caricare di continuo e non riesce a mantenere la pressione costante. All’inizio lavori bene, poi la vernice esce più lenta e il risultato non è più bello come prima.
Con serbatoio. Il compressore con serbatoio ha una riserva d’aria, quindi il motore non è sempre sotto sforzo e si accende molte meno volte. Con il serbatoio lavori bene con un aerografo 0,3, e anche con uno 0,5.
Un serbatoio da 3, 5 o 6 litri va bene. A scuola abbiamo compressori da 9 e da 25 litri: dipende da dove lavori e da cosa fai. Per la duse 0,5 serve un serbatoio di almeno 6 litri. E con i compressori piccoli si usano gli aerografi, mai le pistole.
Quanto rumore fa: leggi i decibel
I compressorini piccoli da tavolo per hobbisti stanno sui 45-50 decibel: fanno poco rumore, ma di notte un po’ si sentono, con quel «trrr, trrr».
Un compressore davvero silenziato ha 40 decibel: si può usare anche di notte, non si sente nulla.
Nei grandi negozi di bricolage trovi compressori chiamati «super silenziati» che in realtà sono sui 59 decibel. Non sono rumorosi come quelli da garage, che in genere hanno 79-89 decibel, ma non sono silenziati e di notte non si usano. Per questo leggi sempre i decibel nella scheda, non la scritta sulla confezione.
Un consiglio pratico: il rumore dipende anche da dove appoggi il compressore. Su un tavolo di legno il piano fa da cassa di risonanza e il compressore sembra più rumoroso. Un tappetino di gomma sotto, o un piccolo supporto antivibrazione, attenua parecchio il rumore e costa pochissimo.
Compressori ad olio e decorazione di alimenti
I compressori silenziati in genere sono ad olio. Un compressore ad olio non si può usare per decorare alimenti, perché l’olio potrebbe finire nel prodotto. Chi decora torte e biscotti di solito usa i compressorini piccoli da tavolo, che per questo lavoro vanno bene (un’azienda industriale ha invece bisogno di un impianto più grande). Sconsiglio i compressori da tasca: sono ancora più piccoli, vanno bene anche per disegnare le unghie, ma producono molta condensa.
A che pressione lavorare
La pressione dipende dalla duse del tuo aerografo:
- Aerografo con duse 0,2: quasi 2 bar.
- Aerografo con duse 0,3: quasi 3 bar.
- Aerografo con duse 0,5: quasi 3 bar.
Con queste pressioni normali si lavora bene e si ottiene una sfumatura pulita e bella. Non serve cambiarle in base al lavoro che fai.
Abbassare la pressione serve solo quando vuoi un effetto particolare, come l’effetto sabbia: con la pressione bassa, tenendo premuto il tasto comando, escono tanti piccoli puntini, come granellini.
Checklist: cosa guardare prima di comprare
- Regolatore di pressione con filtro anticondensa incluso.
- Quadrante della pressione ben leggibile.
- Serbatoio: 3, 5 o 6 litri vanno bene. Senza serbatoio solo per la duse 0,2 o 0,3 per un lavoro da hobbista.
- Decibel scritti nella scheda: se devi lavorare di notte, 40.
- Se decori alimenti, niente compressore ad olio.
- Attacco compatibile con il tuo aerografo, oppure adattatore incluso.
Gli errori che vedo più spesso
- Usare un compressorino senza serbatoio con la duse 0,3 per lavori lunghi. Si surriscalda e non tiene la pressione costante.
- Fidarsi della scritta «super silenziato». Conta il numero dei decibel nella scheda.
- Usare un compressore ad olio per torte e biscotti. L’olio può finire nel prodotto.
- Collegare una pistola a un compressore piccolo. Con i compressori piccoli si usano gli aerografi 0,2; per un uso non troppo prolungato anche uno 0,3, ma non uno 0,5.
- Usare il compressore del garage così com’è. Lavora a pressioni molto più alte di quelle che servono: va montato il regolatore di pressione con filtro anticondensa. E resta rumoroso.
- Non svuotare mai il serbatoio del compressore. Sul fondo di ogni serbatoio si raccoglie condensa, e lì dentro l’acqua col tempo corrode. Sotto c’è un rubinetto o una vite: aprilo ogni tanto, una volta al mese o anche meno, e lascia uscire il liquido che si è formato, un misto di olio e acqua. Se non lo togli forma ruggine, e se resta lì entra nel tubo e arriva fino all’aerografo, rovinando il colore.
Dove guardare (link ad Amazon.it)
- Compressorino da tavolo senza serbatoio
- Mini compressore da tavolo con piccolo serbatoio
- Compressore silenziato da 58 decibel con serbatoio da 50 litri (per il laboratorio, non per lavorare di notte)
- Regolatore di pressione con filtro anticondensa
Sono link di affiliazione: a te non costano nulla in più e a noi danno una mano a tenere in piedi il blog. Grazie se passi di qui.
Domande frequenti
Posso usare il compressore del garage per l’aerografo?
Sì, se monti un regolatore di pressione con filtro anticondensa, perché un compressore da garage lavora a pressioni molto più alte di quelle che servono all’aerografo. Resta il rumore: in genere sono 79-89 decibel.
Serve per forza il serbatoio?
Con la duse 0,2, o per un lavoro da hobbista, no: va bene anche un compressorino da tavolo. Per lavorare bene con la duse 0,3 sì. Con la duse 0,5 serve un compressore con serbatoio di almeno 6 litri.
Quanti bar servono per fare le sfumature?
Per una sfumatura pulita si lavora a pressione normale: quasi 2 bar con la duse 0,2, quasi 3 bar con la 0,3. Abbassare la pressione serve solo per effetti particolari, come l’effetto sabbia.
Perché esce acqua dall’aerografo?
Perché l’aria compressa contiene umidità, che si raccoglie nei tubi. Il filtro anticondensa la ferma prima che arrivi all’aerografo e si mescoli alla vernice. E ogni tanto, una volta al mese o anche meno, svuota il serbatoio del compressore dal rubinetto o dalla vite sotto: lì si raccoglie un misto di olio e acqua che forma ruggine e, se resta, entra nel tubo.
Posso usare l’aerografo per decorare torte e biscotti?
Sì, con un compressorino da tavolo. Mai con un compressore ad olio, perché l’olio potrebbe finire negli alimenti.
Quanto dura un compressore per aerografo?
A lungo, se lo curi. A scuola ci sono compressori che lavorano da tanti anni: sono sempre stati curati e tenuti bene, e hanno servito tanti corsi e tante persone.
Se vuoi imparare di persona
Nel corso per principianti lavori con l’attrezzatura della scuola, e se vuoi puoi portare il tuo aerografo: lo controlliamo insieme e ti faccio vedere cosa fare. Se invece vuoi prima capire se l’aerografo fa per te, c’è la giornata per principianti da 99 euro.

Lorena Straffi è docente alla Scuola delle Arti e aerografista professionista da oltre 35 anni. Specializzata in miniatura su gioielli, penne da collezione e oggetti preziosi, ha lavorato per Ducati, Montegrappa, Tibaldi, Colnago, Zippo Italia, Fondazione Senna e Fondazione Muhammad Ali, con opere esposte all’Hermitage di San Pietroburgo e al Museo del Tè di Londra. Nel 2011 ha fondato la Scuola delle Arti, dove ha formato oltre 8.000 allievi.


